| Istruzione tecnica e professionale, CdM approva regolamenti: il Governo riforma per tagliare |
| Di Fusco Francesco - 2009-06-01 |
La riforma dell'istruzione tecnica e professionale è una priorità per il Paese. Così l'ha costruita il governo Prodi, ripristinando gli istituti tecnici e professionali e superando la liceizzazione voluta dalla Moratti.
Per questo ha costituito una commissione tecnico-scientifica, presieduta dal Prof. De Toni, che ha continuato il proprio lavoro con il Ministro Gelmini.
Abbiamo voluto la riforma dell'istruzione tecnica e professionale ed è necessario che si avvii rapidamente. Ma sul testo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri esprimo grande contrarietà ed allarme, in quanto stravolge l'impianto della Commissione De Toni e trasforma la riforma unicamente in uno strumento di tagli indiscriminati, senza considerazione degli effetti perversi che produce sulla qualità dei percorsi di istruzione.
Condivido la scelta di superare l'eccessiva frammentazione di indirizzi e specializzazioni e di ridurre i troppo pesanti orari settimanali. Ma come si può accettare la riduzione del 30% delle attività laboratoriali, dal momento che queste costituiscono elemento centrale di un apprendimento tecnico e scientifico basato sull'esperienza, sull'applicazione e sul "saper fare"? Come motiva il Ministro l'abolizione di uno dei docenti (uno teorico e uno tecnico pratico) nelle ore di laboratorio? È solo un colpevole taglio selvaggio! E ancora, come motiva, dopo avere lungamente declamato il valore dell'educazione alla cittadinanza, l'abolizione del diritto e dell'economia negli ultimi tre anni dell'istruzione tecnica?
Tali discipline non si sarebbero dovute estendere in tutti gli ordini della scuola superiore?
Tutto ciò è ulteriormente aggravato dalla scelta non condivisibile di applicare il nuovo ordinamento insieme nella prima e nella seconda classe. Ma ancora più inaccettabile è il fatto che nella terza e quarta classe –
in cui permarranno i precedenti ordinamenti scolastici – le ore vengano ridotte a 32 settimanali, con la cancellazione di 6-8 ore alla settimana, in assenza di criteri guida per realizzare una coerenza ordinamentale.
Forse le scuole saranno chiamate a decidere per sorteggio quali ore eliminare? Come spiegherà il Ministro Gelmini agli studenti e alle famiglie che il "treno" su cui erano saliti per il loro percorso di istruzione inaspettatamente cambia direzione e qualità?
La scure dei tagli non deve e non può essere né la partenza, né l'obiettivo della riforma della scuola superiore! Chiediamo, da subito, al Ministro un percorso serio di confronto con il Parlamento, le Regioni e le parti sociali, per apportare le necessarie modifiche ai regolamenti.
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